La battaglia dei tre regni

La battaglia dei tre regni

Informazioni

Uscita: 2009
Nazionalità: Cina
Genere: Avventura
Durata: 155'
Audio: Simple Stereo

V.M. 12 V.M. 12

Regia: John Woo
Cast: Wei Zhao Takeshi Kaneshiro Chen Chang Jia Song Hu Jun

Approfondimenti

informazioni

LA BATTAGLIA DEI TRE REGNI

III secolo d.C.: il primo ministro Cao Cao muove guerra ai regni del sud della Cina per annetterli all’Impero: questi dovranno unire le loro forze per resistere all’invasore.

Sembra che John Woo se ne sia stato assiso su un trono ad osservare una sequela di colleghi (Zhang Yimou, Chen Kaige, Ang Lee, Feng Xiaogang, Ching Siu-tung) che si cimentavano con wu xia pian sempre più imponenti e spettacolari prima di scendere in campo e rimettere ordine nelle gerarchie.
Woo torna a casa, dopo le luci e le ombre di una lunga trasferta hollywoodiana - che in fondo di film davvero destinato a restare, all’altezza dei suoi migliori, ci ha regalato solo Face Off - e lo fa da leader indiscusso.
Il romanzo dei tre regni è uno dei testi fondamentali dell’epos cinese e Woo lo affronta senza badare a spese - ottanta milioni di dollari fanno del film la produzione più costosa della storia del cinema cinese - e cercando di convogliare nel kolossal tutte le sfaccettature di uno stile peculiare, a volte discusso, ma senza dubbio unico. L’edizione internazionale è molto più corta di quella di quasi quattro ore uscita in Cina, ma i pur abbondanti tagli non snaturano il senso profondo dell’opera.
Storia di (super)uomini, di amicizie virili che nascono e si consolidano in breve tempo, eccessi affrontati senza alcun timore (lo zoom per evidenziare i timori dell’Imperatore), i consueti omaggi a Sergio Leone - fino alla goccia d’acqua che indica la direzione del vento - e a John Ford. Ma soprattutto coreografie action (supportate dalla perizia di Corey Yuen) in cui far emergere il dinamismo boccioniano degli eroi e scene di battaglia girate con una perizia e un amore per il dettaglio come non se ne vedevano dal Bondarciuk di Waterloo.
Testuggini da De bello gallico, specchi ustori memori di Archimede, assalti navali degni della flotta ateniese che imbriglia l’Impero di Serse: ovvero il John Woo che da sempre ama iniettare elementi dell’Occidente in un corpus che rimane, e non potrebbe essere altrimenti, figlio dell’Oriente. L’interpretazione dei quattro elementi fondamentali e della loro mutevole natura - uno dei topoi wu xia per antonomasia, da King Hu in poi - gioca un ruolo chiave nell’esito della battaglia, sancendo il trionfo dell’umanità capace di convivere con il mondo circostante e la sua bellezza sulla macchina mortifera del potere e della sopraffazione. E’ il fattore umano a colmare ogni lacuna. Anche in virtù di un casting all stars capace di rimettere fianco a fianco Takeshi Kaneshiro e Tony Leung, i due poliziotti innamorati di Hong Kong Express, rispettivamente nella parte dello stratega Zhuge Liang e del vicerè Zhou Yu.
Micidiali in guerra, ma che ad essa ricorrono solo per preservare i piaceri della vita, dell’amore, dell’arte e della natura dalla tirannia violenta dell’usurpatore Cao Cao; uomini che parlano per mezzo della musica o che leggono il futuro nelle nuvole, che combattono ma che pensano solo alla fine della guerra. Si vis pacem para bellum, ancora una volta.

In programmazione


La battaglia dei tre regni


Nel 208 d.C., durante la dinastia Han, la Cina è divisa in molti stati in guerra tra loro, nonostante abbia un unico imperatore Han Xiandi. Il suo ambizioso Primo Ministro, Cao Cao, lo manovra a suo piacimento col proposito di comandare una Cina unificata. Ma i due reami si alleano tra loro. Cao Cao invia un esercito di 800 000 soldati e 2000 navi. La superiorità numerica è schiacciante, ma i due regni alleati vincono la battaglia, immortalata in Il romanzo dei tre regni, scritto oltre 700 anni fa, ancora letto in tutta l'Asia e diventato recentemente spunto per dozzine di fumetti e videogame. Woo ¿ anche cosceneggiatore e coproduttore: Pechino con Hong Kong, Taiwan, Corea, Giappone ¿ ha speso 80 milioni di dollari per mettere insieme un'epica goduria: memorabili scene di battaglia con testuggini da De bello gallico, specchi usati per incendiare le navi come Archimede, nuvole di frecce e lance, omaggi/citazioni di Sergio Leone e John Ford. Inoltre l'amicizia virile, gli eroi idealisti, la finale vittoria dei deboli.


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