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Potiche - La bella statuina

Potiche - La bella statuina

Informazioni

Uscita: 0010
Nazionalità: Francia
Genere: Commedia
Durata: 105'
Audio: Stereo

Bambini accompagnati Bambini accompagnati

Regia: François Ozon
Cast: Judith Godrèche Sergi López Evelyne Dandry Noam Charlier Jean-Baptiste Shelmerdine

Approfondimenti

informazioni

POTICHE - LA BELLA STATUINA

Suzanne è la moglie borghese e casalinga di un facoltoso industriale, sgradevole in famiglia e impopolare presso i suoi operai. Sequestrato durante uno sciopero dai suoi esacerbati dipendenti, Robert Pujol viene rilasciato grazie all’intercessione della moglie e all’intervento di Babin, deputato comunista e vecchio amante di Suzanne. Liberato ma infartato, Robert è costretto al ricovero e ad affidare l’azienda e la responsabilità di negoziare coi sindacati alla sua svagata consorte. Dietro la scrivania e con sorpresa di tutti, Suzanne si rivela capace di corrispondere le rivendicazioni operaie e di rilanciare l’attività aziendale. Le fanno corona i due figli e Babin, che riprende a corteggiarla. Il rientro di Robert complicherà la vita ritrovata di Suzanne, decisa a non cedere il passo e a procedere oltre.

Soltanto a François Ozon poteva riuscire l’impresa di ricongiungere in un film e dentro un medaglione la coppia Deneuve-Depardieu che, perso l’ultimo metrò a un passo da Montmartre, aspettava da tempo un’altra corsa e un’altra occasione. Ma non si limita a questo la commedia di Ozon, che racconta una storia di emancipazione femminile e fa i conti con un personaggio che reclama il suo posto. Catherine Deneuve, algida femme fatale e specchio del desiderio maschile ieri, diventa negli anni Settanta ricreati da Ozon una donna che si fa carico del proprio destino e della propria storia.
Costretta in una gabbia dorata da un marito fedifrago, Suzanne da oggetto ornamentale (il termine potiche del titolo è un vaso privo di valore che ha il solo scopo di arredare) diventa soggetto divorante, capace di muovere i fili di una deflagrazione e “seppellire” (in casa) un marito incapace di arginarla. Fuori dalla dimensione domestica, dove Ozon fa respirare la pièce di Barillet e Grédy, la Suzanne della Deneuve recupera l’aura della droga che fu, aggirando questa volta il prezzo da pagare per chi infrange l’ordine che la recintava. Non più soltanto luccicante bersaglio scopico del marito farabutto di Luchini o dell’amante fragile di Depardieu, ma costruttrice di eventi narrativi e creatrice di svolte esistenziali.
È di nuovo una donna a incarnare il cinema discontinuo, singolare e inarrestabile di Ozon, vestito di oggetti che contribuiscono a creare un paesaggio domestico seducente, fatto di divani, tavoli, scrivanie, sedie, telefoni, soprammobili. E il piacere del suo cinema nasce ancora una volta dal riconoscimento del modello del cinema classico, elaborato criticamente e nostalgicamente, traboccante di pulsioni anarchiche, siparietti musicali, spettacolo della vita, teatro dello straniamento, set da melodramma e ancora poesie, canzoni, palpiti, applausi. Applausi prolungati per un giro di danza che guarda in macchina e un abbraccio che abbraccia Gérard e Catherine.

In programmazione


Potiche - La bella statuina


= vaso, recipiente in francese. Potiche = vaso pregiato e, in traslato, personaggio cui si dà un posto meramente onorifico. Fu Truffaut a dire che la Deneuve "è un vaso in cui si può mettere qualsiasi fiore". Geniale elogio per un'attrice che si addice a questa Suzanne Pujol, moglie, madre e nonna borghese che nel 1977 in una cittadina francese del Nord vive sottomessa a un marito spregevole (Luchini, ottimo), puttaniere e fascistoide, impegnato a combattere i sindacati. Obbligata da una malattia del marito a dirigere l'azienda, la potiche mette fine agli scioperi, risana l'azienda, doma i familiari più riottosi (una figlia), insomma si rivela una porcellana preziosa, una saggia regina madre. Da un vaudeville (1980) di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy (insieme dal 1949), Ozon ha cavato una commedia riuscita, non priva di difetti (i flashback su Deneuve/Depardieu giovani, per esempio), che concilia leggerezza e psicologia, gli aggiornamenti maliziosi alla Francia di Sarkozy e i risvolti sovversivi. È, in allegria, la storia di una metamorfosi.AUTORE LETTERARIO: Pierre Barillet, Jean-Pierre Grédy


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