The Uninvited
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THE UNINVITED
Al suo rientro in famiglia dopo dieci mesi di ricovero in un istituto psichiatrico, Anna scopre che il padre si è fidanzato con l’infermiera che teneva in cura la mamma malata. Lei, che in seguito a un tentato suicidio per via della perdita della madre è tormentata da un sogno ricorrente macchiato del presagio di morte, e non ricorda la notte in cui l’incendio è divampato in casa, si trova ad affrontare un nuovo trauma. Ben presto lo spirito della genitrice viene a farle visita mettendola in guardia dalla futura matrigna. Insieme alla sorella Alex, Anna decide di fare chiarezza sul torbido passato della donna.
"A volte sopravviviamo ricordando, altre dimenticando" è l’incoraggiamento dello psichiatra che ha in cura Anna, il suo saluto di buon augurio per una pronta ripresa. Non è un caso che The Uninvited inizi tra i corridoi di una clinica; l’intenzione dei fratelli Guard era di approfondire l’aspetto psicologico del film piuttosto che spingere sul pedale della paura fine a se stessa.
Traducendo in hollywoodiano l’horror di Kim Jee-Woon Two Sisters, ispirato a sua volta alla fiaba coreana Janghwa heungryeonjeon, i due registi condensano e semplificano l’originale - fatto di sguardi, silenzi e stasi d’autore - aggiungendo allo stesso tempo dialoghi e un paio di personaggi che infittiscono la trama in favore della tensione e delle visioni spettrali della giovane protagonista.
Nelle mani di Charles e Thomas Guard The Uninvited diventa un horror articolato e ben girato capace di sorprendere.
Al suo rientro in famiglia dopo dieci mesi di ricovero in un istituto psichiatrico, Anna scopre che il padre si è fidanzato con l’infermiera che teneva in cura la mamma malata. Lei, che in seguito a un tentato suicidio per via della perdita della madre è tormentata da un sogno ricorrente macchiato del presagio di morte, e non ricorda la notte in cui l’incendio è divampato in casa, si trova ad affrontare un nuovo trauma. Ben presto lo spirito della genitrice viene a farle visita mettendola in guardia dalla futura matrigna. Insieme alla sorella Alex, Anna decide di fare chiarezza sul torbido passato della donna.
"A volte sopravviviamo ricordando, altre dimenticando" è l’incoraggiamento dello psichiatra che ha in cura Anna, il suo saluto di buon augurio per una pronta ripresa. Non è un caso che The Uninvited inizi tra i corridoi di una clinica; l’intenzione dei fratelli Guard era di approfondire l’aspetto psicologico del film piuttosto che spingere sul pedale della paura fine a se stessa.
Traducendo in hollywoodiano l’horror di Kim Jee-Woon Two Sisters, ispirato a sua volta alla fiaba coreana Janghwa heungryeonjeon, i due registi condensano e semplificano l’originale - fatto di sguardi, silenzi e stasi d’autore - aggiungendo allo stesso tempo dialoghi e un paio di personaggi che infittiscono la trama in favore della tensione e delle visioni spettrali della giovane protagonista.
Nelle mani di Charles e Thomas Guard The Uninvited diventa un horror articolato e ben girato capace di sorprendere.
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V.M. 12







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